gen152010

Leggi la relazione di Riccardo Zoffoli (Federsolidarietà Ravenna) sui tre argomenti fondamentali per la presenza delle cooperative sociali sul nostro territorio:

1. la sfida ineludibile dell’accreditamento “e affini”
2. la risposta imprenditoriale “aggregativa”
3. l’identità nel valore aggiunto di una scelta “originale”

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gen012010

Si, mi rivolgo a voi giovani cooperatori. Voi che quotidianamente siete impegnati a svolgere una attività di lavoro, professionale, di impresa, in cooperativa. Voi che tutti i giorni vi confrontate con le caratteristiche del fare cooperazione, con le sue difficoltà , con le sue aspettative. Voi che avete scelto il modello cooperativo pensando di poter contribuire non solo a voi stessi ma anche a chi vi sta intorno. Voi, altresì, che vi siete trovati quasi per caso ad operare in cooperativa e state scoprendo giorno dopo giorno  un modo di lavorare “differente”. Voi che siete giovani, che avete aspettative, idee, voglia di mettervi in gioco, a voi in questo nuovo anno chiedo di non rimanere nell’ombra ma fare un passo avanti.

Confcooperative Ravenna, investendo sul proprio futuro, sta promuovendo specifiche attività rivolte ai giovani cooperatori ed sostiene l’iniziativa dell’Associazione giovani, che in questi anni ha contribuito a far crescere un nuovo modo di partecipare alla vita della nostra Organizzazione.

Abbiamo appena celebrato il 60° della presenza di Confcooperative a Ravenna.  Sessant’anni possono essere tanti ma i valori di partecipazione, mutualità, solidarietà che esprime la cooperazione sono, alla luce dei fatti economici e sociali del nostro tempo, crisi compresa, quanto mai attuali: quale forza può esprimere, in questo caso, la testimonianza dei giovani!

Fai quindi un passo avanti: prendi contatto con la tua cooperativa e segnala la tua disponibilità. Ritroviamoci insieme, per crescere, e contribuire migliorare la società in cui operiamo.

Andrea Pazzi – Direttore Confcooperative Ravenna

ott102009

Occorre riequilibrare il mercato

La crisi che quest’anno ha pesantemente interessato anche l’agricoltura, soffocando le aspettative di reddito di migliaia di imprese agricole, impone, oltre alle azioni urgenti per strumenti di “pronto soccorso” finanziario, anche l’avvio di una ampia riflessione più ampia e profonda che in prospettiva possa creare le condizioni per incidere in maniera stabile sui meccanismi che concorrono a formare il reddito delle imprese agricole, pena il rischio di compromettere un intero comparto produttivo, quello agroalimentare, punta di diamante del prodotto interno lordo del nostro Paese.

Confcooperative Ravenna intende partecipare attivamente partendo – a titolo esemplificativo e date le prerogative del territorio e delle imprese associate – dall’analisi di uno tra i comparti economicamente più significativi: quello della pesca.

In provincia di Ravenna si producono circa il 50% dei 5 milioni di quintali di pesche ed in particolare di nettarine coltivate in Emilia Romagna, il 15% dell’intera produzione nazionale, per un valore del prodotto in campagna che supera i 120 milioni di euro e che concorre a costruire una economia indotta (lavorazione, trasporto, trasformazione, commercio) di molte centinaia di milioni di euro.

Un comparto che oggi contribuisce in maniera sostanziale alla formazione del pil della provincia di Ravenna.
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set102009

Anticipo sulle liquidazioni per le imprese agricole socie delle cooperative

Cooperative agroalimentari e Banche di Credito Cooperativo della provincia di Ravenna INSIEME per anticipare le liquidazioni su tutti i prodotti conferiti dagli imprenditori soci delle cooperative agricole aderenti a Confcooperative.

L’Organizzazione cooperativa ravennate, stante la forte crisi che sta colpendo il settore produttivo agricolo, si è fatta promotrice di un’importante operazione “di sistema” che coinvolge le due BCC del territorio (Credito Cooperativo ravennate e imolese e BCC Romagna Occidentale) e le cooperative agricole di conferimento (ortofrutta, uva, cereali) associate a Confcooperative (Agrintesa, C.A.B. Brisighella, Cantina di Faenza, Cantina Sociale Ville Unite, Consorzio Agrario di Ravenna, Cereali Padenna, C.E.S.A.C., Co.Ma.C.Er., P.o.v.e Pro.Pa.R.).
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lug202009

In relazione alle notizie inerenti l’accordo stipulato all’inizio di luglio tra Coldiretti ed UNCI (4^ centrale cooperativa nazionale), il Presidente provinciale di Confcooperative Ravenna, Raffaele Gordini ha inviato una lettera a tutti i Presidenti ed agli Amministratori delle cooperative agricole ed agroalimentari associate, che di seguito riportiamo.

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Carissimi,

Vi chiedo alcuni minuti di attenzione per mettervi a conoscenza e riflettere insieme su quanto sta avvenendo all’interno delle rappresentanze del mondo agricolo.

Come potete comprendere dalla comunicazione probabilmente già nota ad alcuni di Voi, il dialogo avviato con Coldiretti per giungere ad una nuova intesa tra Confcooperative e la stessa Organizzazione è terminato nel nulla.

Un dialogo in essere da molti mesi tra i rispettivi Presidenti nazionali, che Confcooperative ha portato avanti con il massimo impegno, auspicando la ricomposizione di un tavolo che con spirito costruttivo, franco, leale e nel rispetto dei reciproci, differenti ruoli ha contribuito negli anni a far crescere la cooperazione nella nostra Provincia e nel nostro Paese, e con essa tutto il settore agricolo ed agro-alimentare.

Una interlocuzione aperta da molti mesi, all’indomani della stagione avviata a livello nazionale da Coldiretti all’insegna del “riprendiamoci le nostre cooperative” (dimenticando che le cooperative non sono “nostre” o “loro” ma solo dei soci, dei soli soci, di tutti i soci) con una campagna di richiesta alle cooperative di adesione, a tutti gli effetti, a Coldiretti.

Nel mentre, oggi siamo a registrare un fatto nuovo che cambia sostanzialmente i fattori in campo: un “ampio ed articolato progetto politico, organizzativo, economico e sociale” – così leggiamo -  tra Coldiretti ed UNCI (4^ centrale cooperativa nazionale) per creare una nuova rete di cooperative di provenienza Coldiretti.
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lug082009

Apprendiamo da una nota di UNCI (4^ centrale cooperativa nazionale) indirizzata alle proprie strutture territoriali che il 2 luglio 2009 è stato firmato dai rispettivi presidenti nazionali un documento tra l’UNCI e la Coldiretti finalizzato a realizzare un ampio ed articolato progetto politico, organizzativo, economico e sociale, creando un’ampia rete territoriale per la rappresentanza delle cooperative aderenti organizzata attraverso una funzionale sinergia tra le strutture di servizio esistenti delle due Organizzazioni firmatarie dell’accordo.
L’accordo prevede l’apertura immediata di uffici UNCI/COLDIRETTI presso tutte le Federazioni Provinciali Coldiretti presenti sul territorio.
Il percorso impegnativo e serrato condotto da Confcooperative per giungere ad un accordo nuovo con Coldiretti  è quindi finito nel nulla. Da quanto sta emergendo si evince che probabilmente i termini della questione erano diversi: Coldiretti voleva veramente costruire un percorso nuovo all’interno di una organizzazione dove sono presenti in maniera importante i suoi associati o piuttosto solo impadronirsi di una centrale cooperativa?  Se era questo lo scopo, registrata ovviamente l’impossibilità di raggiungerlo con Confcooperative – non siamo in vendita, e non lo saremo mai! – è ripiegata su un altro soggetto alimentando così nuove divisioni all’interno del mondo agricolo, in un momento, peraltro, nel quale il settore avrebbe bisogno di essere fortemente coeso per cercare di ottenere quelle tutele che la crisi impone e che già altri settori hanno ottenuto. E tutto questo nell’interesse vero dei soci produttori agricoli?

mag182009

Vera cooperazione: le cooperative che possono dimostrare, nei fatti, una mutualità effettiva e una partecipazione effettiva dei soci.

Siamo nel pieno delle stagioni assembleari, dei momenti in cui si approvano i bilanci; dobbiamo porre grande attenzione a questi aspetti non solo per informare correttamente gli altri sul fatto che le nostre sono vere cooperative, ma per alimentare quotidianamente questi valori, senza quindi perdere mai di vista la grande tradizione della nostra cooperazione. L’esperienza cooperativa realmente vissuta nella mutualità, nello scambio e nella partecipazione fa crescere i redditi dei cooperatori, la sicurezza, la stabilità, ma, cosa più importante, fa crescere le persone.

La cooperazione ti consente di poter dirigere una impresa e di gestire momenti economici importanti anche se non hai due lauree in tasca ma ti ci fa arrivare se ti prepari professionalmente, se la vivi, se stai davvero dentro il meccanismo della mutualità e della partecipazione, se stai lì a costruire ed a riscuotere un capitale di fiducia e non solo un capitale finanziario per la propria impresa, se vivi la mutualità, non solo come fatto di cui si occupano il ragioniere ed il legale, ma la mutualità come fatto reale. Mutualità e ricchezza della partecipazione del socio: due elementi vincenti per il futuro della cooperazione.

Dobbiamo quindi continuamente chiederci se lo scambio mutualistico è sempre percepito in modo chiaro dal socio.

E la partecipazione deve necessariamente trovare differenti modalità di espressione e di attuazione a seconda dei settori, delle dimensioni e della complessità dell’impresa cooperativa stessa.

In provincia di Ravenna – dati alla mano – registriamo 270 mila posizioni associative; ciò significa che due residenti su tre sono per qualche motivo soci di una cooperativa (consumo, banche, lavoro, ecc.). Molti di noi sono quindi toccati da questi argomenti. Come vengono vissuti?

mag052009

Dal 25 al 31 maggio 2009 si svolgerà a Faenza la Festa della Cooperazione.

Ricchissimo e variegato il programma.
Ci saranno infatti momenti di incontro e confronto su varie tematiche: i Territori Socialmente Responsabili, la crisi economica, l’importana di costruire reti fra imprese, le energie rinnovabili, il valore educativo del gioco, il turismo responsabile.

Non mancheranno poi eventi e momenti di festa, che culmineranno domenica 31 maggio nella ormai tradizionale giornata presso Agrintesa di Faenza.
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apr222009

Nuove tecnologie e comunicazione. Due mondi che continuamente si fondono ed insieme evolvono ad una velocità tale per cui diventa sempre più difficile aggiornarsi e sfruttare tutte le soluzioni possibili.

Internet, la possibilità di riprodurre ora e ovunque, in diretta o in differita, informazioni sotto forma di testi, immagini e video rappresenta l’ultimo stadio di questo sviluppo. Rapidità, economicità, capillarità: sono queste le cose che chiedono le aziende agli operatori e ai produttori di comunicazione, questi i tratti distintivi della comunicazione on line.

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Cooperative, comunicazione e nuove tecnologie: come si configura oggi questa relazione?

Da un lato, le cooperative hanno un estremo bisogno di comunicare e comunicarsi: non solo verso l’esterno, cioè verso clienti e fornitori, come ogni altra azienda, ma anche, anzi soprattutto, verso il proprio interno, andando a raggiungere i soci. Le cooperative stanno dunque sfruttando le tantissime ed efficaci opportunità di comunicazione offerte da internet?

Esistono molti spazi su cui ragionare, soprattutto in termini di soluzioni che internet può offrire alle cooperative in termini di filo diretto e veloce con la propria base sociale. Ma quali sono queste opportunità? E come dialogano con i tradizionali mezzi di comunicazione (stampa, affissioni, etc.)?

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Da questa necessità di divulgazione nasce Progetto Comunicare, iniziativa promossa da Confcooperative Ravenna con l’intento di far conoscere alle cooperative associate e alle aziende interessate le novità dell’universo della comunicazione. Giunto quest’anno al suo secondo capitolo, il progetto ha dato vita a un convegno on line promosso da due aziende faentine, Progetto Aroma e Even Group, svoltosi – appunto on line – lo scorso 22 aprile con la partecipazione di numerosi rappresentanti e dirigenti d’azienda, che seduti comodamente nelle loro postazioni di lavoro hanno potuto seguire le relazioni degli esperti intervenuti ed interagire con gli stessi relatori.

I temi affrontati sono stati i blog aziendali e le interazioni tra pubblicità video e web. Cosa ne pensate? Come possono questi strumenti essere utili nella comunicazione di una cooperativa, soprattutto verso i soci? O sono ancora strumenti non abbastanza diffusi?
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